HOME   PUNTI VENDITA NOVITA' OFFERTE VENDITA ON LINE
INFO PRODOTTI
 

SCARPE
Running
La scarpa da running nasce per chi corre e quindi per chi compie un movimento longitudinale, in direzione diritta.
Essa si divide in 6 sottocategorie:

Competizione: hanno peso inferiore ai 250 gr., forma semicurva o curva e sistemi ammortizzanti e di controllo ridotti al minimo, al fine di contenerne al massimo il peso. Quindi sono fruibili da atleti con una biomeccanica molto efficiente.

Velocità
Hanno peso compreso tra 200 e 300 gr. circa., forma semicurva o dritta. Presidi di controllo e elementi ammortizzanti hanno un’efficacia subordinata alla necessita’ di mantenere un peso ridotto ed un’ottima flessibilità, ma sono comunque avvertibili. Alcuni modelli di peso inferiore sono l’ideale per gare lunghe.

Specialistiche: ovvero le scarpe per atletica leggera in pista e sul campo. Alcuni modelli incorporano (a volte) sistemi di ammortizzazione e di controllo.

Protezione: peso superiore a 280 gr. circa. In questa categorie sono compresi i modelli “da allenamento” (utilizzabili per gara da chi pesa molto), quelli rivolti alla difesa del runner dai traumi.
In questo gruppo diventa particolarmente significativo per la scelta l’indice di controllo.

Jogging: scelta ideale per chi si avvicina alla corsa e per chi svolge molteplici attività sportive. Hanno un buon contenuto tecnico.

Calcio
Settore più restio ad accogliere novità tecniche. Solo da qualche anno si e’ iniziato a prendere in considerazione la fisiologia del piede, adottando sistemi ammortizzanti evoluti, tomaie con rinforzi diversificati e materiali nuovi per migliorare la sensibilità ed il controllo della palla. La suola e’ generalmente in poliuretano, ma non mancano materiali più nobili come il kevlar e la fibra di carbonio. Anche i tacchetti sono in poliuretano. L’intersuola e’ sottilissima, perchè il terreno e’ morbido e non duro, e quindi la scarpa non necessita di particolari sistemi ammortizzanti.
La tomaia e’ generalmente in pelle (quella di canguro e’ la migliore), naturale o sintetica.

Fitness
A questa calzatura (destinata ai circa 6 milioni degli abituali frequentatori delle palestre italiane) non possono venire meno doti di aderenza, traspirabilità, sostegno, ammortizzazione e protezione dagli impatti del piede con il suolo.
In particolare:
• fitness. necessita di calzature molto rigide, capaci di mantenere ben fermi i piedi sia quando si lavora con i pesi libero, sia alle macchine (squat, leg-press…). Le scarpe devono avere la tomaia alta per una maggiore protezione della caviglia, con rinforzi laterali. non sono fondamentali flessibilità e ammortizzazione.
• aerobica: necessita di calzature che garantiscano stabilità. Si richiede inoltre leggerezza per non aggiungere fatica ai muscoli degli arti inferiori. L ’intersuola deve essere elastica e più alta nella parte posteriore. La tomaia, alta, deve garantire un ottimo contenimento del piede ed essere allo stesso tempo morbida e traspirante.
• traning (wellness e street) comprendono le cosiddette attività soft come ginnastica a corpo libero, stretching. Necessita di calzature molto comode, traspiranti e leggere. La tomaia può essere low-cut (bassa) o mid-cut (alta). Lla suola esterna deve garantire buona aderenza.

Basket
La calzatura e’ destinata ad atleti decisamente pesanti (oltre 100 kg) impegnati in un gioco veloce fatto di salti e spostamenti in ogni direzione, quindi il piede deve essere protetto dai ripetuti impatti. La suola ha scolpitura a lisca di pesce in quanto garantisce migliori spostamenti laterali. L’intersuola svolge il compito più importante per i numerosi balzi compiuti dall’atleta. Inoltre, a seconda del peso (dell’altezza e del ruolo) vengono utilizzati materiali piu’ o meno leggeri e differenti cuscinetti ammortizzanti.
E’ facile trovare calzature da basket che, a fianco del nome della scarpa, recano un numero:
1. play maker (altezza tra 180-190 cm e peso inferiore ai 90 kg);
2. guardia (corporatura simile al play maker);
3. ala (altezza tra i 190 e i 200 cm e peso interno ai 100 kg);
4. ala-pivot (altezza superiore ai 200 cm e peso oltre i 100 kg);
5. pivot (altezza superiore ai 200 cm e peso oltre i 100 kg)
La tomaia deve essere contenitiva ma di taglio medio, non alto (per non arrecare danni al tendine di Achille). La pelle e’ considerato il materiale più valido.

Volley
Le scarpe hanno dovuto adeguarsi al cambiamento della disciplina, che da pura agilità si e’ trasformata in sport atletico. Esse sono diventate più solide e strutturate per poter reggere ai molteplici salti effettuati dall’atleta durante la partita. La suola (solitamente è in gomma naturale per il gioco all’interno su parquet) a rialzi laterali per il contenimento dell’avampiede. Per l’intersuola, che una volta non esisteva, viene utilizzata in maniera semplice oppure in combinazione con i sistemi messi a punto per il fitness ed il running. La tomaia, tradizionalmente in nylon, ha acquisito estesi rinforzi in pelle ed e’ generalmente bassa.

Tennis
Queste scarpe si sono evolute tantissimo negli ultimi anni.
Nel tennis non e’ fondamentale il fattore ammortizzante (infatti l’intersuola deve garantire solo stabilità), in quanto sono poco frequenti i balzi o corse prolungate. Si eseguono piuttosto spesso rapide accelerazioni ed arresti dove e’ fondamentale calzare una scarpa che offra un’ottima stabilità. La suola gioca un ruolo importante. La tomaia, quasi sempre in pelle, serve per dare stabilità e resistenza ed ha rinforzi in pelle sul puntale, per evitare un rapido consumo durante il gesto tecnico del servizio.

Trekking
Sono un’ottima soluzione anche per il tempo libero, il walking e la passeggiata in montagna. Caratteristica principale e’ l’elasticità della suola (generalmente in gomma al carbonio). La tomaia mid-cut (alta) o high-cut (bassa), per difendere il piede dagli ostacoli naturali e’ sempre piuttosto morbida. L’intersuola ha caratteristiche di flessibilità, protezione e supporto.

 

DOMANDE FREQUENTI:

 

QUANDO CAMBIARE UNA SCARPA?

Un primo interrogativo, cui si può rispondere in diverse maniere. Innanzitutto tenere sotto controllo il chilometraggio della scarpa stessa. Normalmente è bene non eccedere i 1000 km (facendo opportune correzioni a seconda del vostro peso), anche se apparissero ancora "in forma". Il potere ammortizzante sarebbe probabilmente calato parecchio. Ci si può rendere facilmente conto controllando se nei fianchi dell'intersuola (la parte di colore normalmente bianco-grigio, che assorbe il nostro impatto con il suolo) sono comparse "rughe" (a volte appaiono presto, ma non sono necessariamente indice di scarsezza), controllando "a mano" la morbidezza dell'intersuola stessa e, se proprio volete una conferma evidente, confrontando con un paio nuovo. La differenza dirà se le vecchie scarpe hanno effettivamente raggiunto il capolinea.

Anche lo stato della tomaia (la parte superiore della scarpa che avvolge il piede, normalmente in tessuto o pelle) o del battistrada (la parte, usualmente nera, che viene a contatto con la strada) è da tener d'occhio. Una scarpa ormai sformata non è in grado di contenere adeguatamente il piede e potreste avere problemi di postura. Un battistrada consumato espone all'asfalto la morbida intersuola che verrebbe rapidamente mangiata dall'attrito e farebbe inclinare la scarpa.

 

CHE TIPO DI SCARPA MI SERVE?

È importante aver ben chiaro per cosa intendiamo utilizzare la scarpa che ci apprestiamo a comprare e orientarci in base alle caratteristiche che conseguentemente essa dovrà; alcune delle domande che possiamo rivolgerci sono: devo farci allenamenti o gare?

In una scarpa da gara molte caratteristiche che sono vitali per una scarpa da allenamento, come la protezione, ammortizzazione o stabilità vengono trascurate a favore della leggerezza e flessibilità. Le scarpe da gara non sono in generale utilizzabili in allenamento, quindi è importante non cadere in tentazione e comperare una comodissima e leggerissima ... sottiletta se poi dovete correrci abitualmente e magari non siete delle piume.

Allenamenti lunghi o corti? Anche in questo caso vale la considerazione di cui sopra. Più rimarrete sui vostri piedi meglio sarà avere delle scarpe che siano in grado di proteggerli a modo.

A ritmo tranquillo o sostenuto? Tenete ben presente il vostro ritmo: non sempre si va sul sicuro prendendo la scarpa più pesante e protetta sul mercato. A ritmi elevati potrebbero veramente essere delle palle ai piedi e togliervi del piacere di corsa, quando non alterare il vostro stile di corsa.

Su terreno morbido (sterrato, erba) o duro (asfalto, cemento)? Premesso che sarebbe comunque meglio correre sul morbido, ma se non siamo nelle condizioni di farlo, occorre privilegiare un po' di ammortizzazione in più. Contate anche che il cemento utilizzato in certi marciapiedi è ancora più duro dell'asfalto, specie di quello molto scuro che nelle giornate di estate diventa bello morbido.

 

HO PROBLEMI DI APPOGGIO?

Nella fase di atterraggio il piede tocca normalmente (correndo a ritmi medi) il suolo con la parte posteriore esterna. È una parte della scarpa che si consuma quindi rapidamente, nonostante quasi tutte le marche utilizzino ormai in quella zona dei materiali resistentissimi. Tale consumo non indica in genere nulla di strano e non è indice di supinazione od altro.

La seconda fase è quella "decisiva". In questa fase in peso del corpo è sul piede che tende a "scaricare" inclinandosi molto leggermente, in maniera quasi impercettibile, verso l'interno.

Una assenza totale di tale movimento indica un piede rigido, che scarica sulle strutture tutto il carico dell'impatto, e si parla di ipersupinazione. È un caso abbastanza raro, presente qualche volta in chi proviene da altri sport. Le scarpe saranno consumate sull'esterno anche nella parte mediale della scarpa. Un ipersupinatore ha bisogno di una calzatura particolarmente morbida per impedire che gli impatti poco ammortizzati danneggino piede ma anche ginocchia e schiena. Attenzione, non esistono scarpe "antisupinazione", si devono utilizzare scarpe neutre.

 

ABBIGLIAMENTO

 

La conoscenza tecnica di ciò che proponiamo al cliente e’ un aspetto fondamentale del servizio, perchè a volte un articolo può avere un costo apparentemente troppo elevato che e’ invece motivato dalla sua composizione e lavorazione. Altre volte pensiamo che i capi composti da fibre naturali siano quelli più indicati per l’attività sportiva e scopriamo, invece, che l’utilizzo di materiali all’avanguardia come il dri-fit, il therma-fit (tanto per citarne due) risultano più idonei.

 

Vediamo quali sono le fibre naturali o chimiche più utilizzate nei prodotti sportivi e casual:

  • NATURALI: lana, seta, peli animali, cotone, lino.
  • CHIMICHE: viscosa, acetato, fibre acriliche, poliammidiche, poliestere, microfibre.

 

 

ETICHETTATURA

Ogni indumento deve essere munito per legge di un’informazione completa sulla sua composizione in fibre. Altre indicazione, utilissime per la corretta manutenzione dei capi (a cui magari teniamo in modo particolare) sarà quella relativa ai SIMBOLI DI MANUTENZIONE ed alla NOMENCLATURA IN LINGUA INGLESE.

 

 

 

NOMENCLATURA IN LINGUA INGLESE

 

MACHINE WASH

Lavare in lavatrice. Il capo può essere lavato senza alcun problema con un normale lavaggio senza l’utilizzo di particolari prodotti. Se la temperatura dell’acqua non è specificata, ciò significa che si può utilizzare la temperatura massima.

 

WARM

Genericamente inserito dopo “Machine wash”, indica la possibilità di utilizzare acqua calda tra i 32°C e i 43°C.

 

COLD

Genericamente inserito dopo “Machine wash”, consiglia di utilizzare acqua fredda a temperatura ambiente, e comunque mai sopra i 29°C.

 

DO NOT HAVE COMMERCIALLY LAUNDRED

Non utilizzare una lavanderia a gettoni, in quanto è consigliabile lavare il capo in casa con una normale lavatrice; questo perché il capo può essere danneggiato da una lavatrice di grosse dimensioni con le temperature elevate o grossi carichi.

 

SMALL LOAD

La lavatrice deve essere caricata con una quantità inferiore rispetto ad una carica normale.

 

DELICATE O GENTLE CYCLE

Utilizzare il programma di lavaggio delicato.

 

DURABLE PRESS CYCLE E PERMANENT PRESS CYCLE

In questo caso bisogna ridurre la temperatura dell’acqua del risciacquo o utilizzare acqua fredda per il risciacquo prima di centrifugare a programma ridotto.

 

SEPARATELY

Lavare separatamente.

 

WITH LIKE COLOURS

Lavare il capo con altri dello stesso colore.

 

WITH INSIDE OUT

Il capo con questa indicazione deve essere lavato rovesciato per proteggere la parte esterna durante il lavaggio.

 

WARM RINSE

Il risciacquo deve avvenire con acqua ad una temperatura tra i 32°C e i 43°C.

 

COLD RINSE

Il risciacquo deve avvenire con acqua ad una temperatura comunque inferiore ai 29°C.

 

RINSE THROUGLY

In questo caso bisogna risciacquare più volte il capo per evitare che rimangano residui dei detergenti utilizzati.

 

DO NOT SPIN

Non centrifugare.

 

DO NOT WRING

Non strizzare il capo né a mano né a macchina.

 

HAND WASH

Indica che il capo deve essere lavato a mano.

 

DAMP WIPE ONLY

Per la pulizia del capo si deve utilizzare solo con una spugna o uno straccio umido.

 

BLEACH WHEN NEED

Nel caso in cui sia necessario, si può utilizzare qualunque tipo di candeggiante.

 

DO NOT BLEACH

L’uso del candeggiante è vivamente sconsigliato.

 

ONLY NON-CHLORINE BLEACH, WHEN NEEDED

Non usare prodotti che contengono cloro per il candeggio.

 

TUMBLE DRY

Non sussiste alcun problema nel caso in cui il capo venga centrifugato, sia con una normale lavatrice che con un essiccatore.

 

MEDIUM

In genere inserito dopo “Tumble dry”, consiglia di centrifugare ad una temperatura media normalmente indicata nei programmi delle lavatrici stesse.

 

LOW

In genere inserito dopo “Tumble dry”, consiglia di centrifugare ad una temperatura bassa normalmente indicata nei programmi delle lavatrici stesse.

 
 
CHI SIAMO MARCHI INFO PRODOTTI COPYRIGHT CONTATTACI